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Werner Johannowsky - Paestum [antikvár]
 
Tre numi a guardia di una citta Le rappresentazioni del Piranesi e di altri artisti e disegnatori del Settecento riescono a dare, anche laddove essi sono condizionati, sia pure entro certi limiti, da canoni e visioni estetiche del tempo, una immagine della im-mensa e ormai irriproducibile suggestione che esercitavano i resti di Paestum al momento della loro riscoperta, dopo secoli di oblio, in uno stato sostanzialmente non diverso da quanto ci fa intuiré la fredda e scarna descri-zione in una lettera di Pietro Summonte a Marcantonio...
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Bővebb ismertető
Tre numi a guardia di una citta Le rappresentazioni del Piranesi e di altri artisti e disegnatori del Settecento riescono a dare, anche laddove essi sono condizionati, sia pure entro certi limiti, da canoni e visioni estetiche del tempo, una immagine della im-mensa e ormai irriproducibile suggestione che esercitavano i resti di Paestum al momento della loro riscoperta, dopo secoli di oblio, in uno stato sostanzialmente non diverso da quanto ci fa intuiré la fredda e scarna descri-zione in una lettera di Pietro Summonte a Marcantonio Michiel del 1524, che non riusci tuttavia a stimolare l'interesse che l'autore si attendeva. L'interesse suscitato da taie riscoperta, oltre a contribuiré in maniera determinante alla visione che ebbero dell'architettu-ra greca uomini di cultura come Wolfgang Goethe e Johann Joachim Winckelmann e ancora nel secolo scorso VioUet-le-Duc e Jakob Burckhardt, ha comunque contribuito a salvare le testimonianze monumentali di taie centro greco-occidentale da manomissioni piu gravi dell'attraversamento stradale nel 1829, che provoco anche un processo a carico del-l'ingegnere, contrariamente a quanto e avve-nuto a Metaponto e a Locri, dove gli ultimi resti del tempio ionico in locaUta Marasa furono salvati nel 1890 dall'intervento di Paolo Orsi. Purtroppo la distruzione dell'ambiente circostante, awenuta in dispregio alla legge proposta da Umberto Zanotti-Bianco venti-cinque anni fa, ha ormai finito col compro-mettere quella che era la immediatezza del fascino che veniva dai templi e dalle mura affioranti in una natura ancora quasi brada tra i cespugli e gli acquitrini sulle rive del Salso. Il luogo dove sorgeva Posidonia e una ter-razza composta da strati di travertino piu o meno duri alternati a strad di terreno alluvionale, poco elevato sul mare, facente parte deUa pianura delimitara a est dalle montagne di Capaccio, ai cui piedi sgorgano le acque del fiume Salso, che delimitava a sud la citta, l'area deUa quale era di circa cento ettari. II luogo era abitato o almeno frequentato gia dal Paleolitico, e all'epoca della prima diffu-sione del rame, nel III millennio a. C., risale una necropoli in localita Gaudo, poco meno di un chilometro a nord deUe mura, pertinente alla cultura che ha preso il nome proprio da tale luogo. Le tombe, costituite da una grotticeUa scavata neUa roccia, accessibile da un pozzetto abbastanza ampio, e chiusa da una pietra ritta, erano destínate a piu indivi-dui, infüativi in posizione rannicchiata, e contenevano corredi talvolta abbastanza ric-chi composti di strumenti e armi in selce e di vasi d'impasto in parte a superficie nerastra lustrara. Le forme di questi, prevalentemente globulari, denotano rapporti con l'area ana-tolica e fra i tipi piu caratteristici sono la brocca a coUo decentrato {askós) e il vaso a doppia vasca "a saUera", che ricorrono anche neUe altre necropoli della stessa cultura, a Buccino (Salerno) e a Mirabella Eclano (AveUino). Fra le importazioni sono importanti uno spÜlo di osso con testa a rocchetto, che denota rapporti con l'Itaha settentrionale (RemedeUo), e alcune armi da parata di rame in lega con pochissimo stagno, diffuse in gran parte del Mediterráneo. NeUa successiva Eta del Bronzo il luogo non ha cessato di essere almeno frequentato, come dimostra la presenza diffusa di ceramica deUa cosiddetta cultura appenninica e qualche frammento di ceramica micenea deUa seconda meta del II mUlennio a. C., testimonianza piu che altro del passaggio di navigan-ti, mentre qualche oggetto deUa stessa provenienza e pervenuto neU'interno, fino a Polla,

Termékadatok

Cím: Paestum [antikvár]
Szerző: Werner Johannowsky
Kiadó: Istituto Geografico De Agostini SpA
Kötés: Varrott keménykötés
Méret: 170 mm x 250 mm
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