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1° LE CENTO CITTÁ D'ITALIA
VICENZA
E L'ALTIPIANO DI ASIAGO
0. silenzioso, mite, tranquillo regno di arcKi- cittadini, e la natura che sorride dai colli Verdi ed cniche muniilcenze illuminato dal piu vago e ombro&i. « Ancora — serive nella sua monografía G.
SERENO,
tettcniche muniíicenze illuminato dal piú vago i . , , -
dolce sorriso della natura, siede Vicenza in una r'ettina — puo suonare veritiera l'apostrofe entusia-pianura ubertosa ai piedi dei monti Berici e presso le stica che il Ranalli, nella sua Storia delle belle artí
, I J II n I Q ¦^''ni'''. F/reníe.
La mole della b^.l.ca Palladiana o Palazzo della Ragione, 11 monumento piu insigne della citla, costruilo, su progelto del Palladlo, nel I3W. A quesl opera il grande architetto atiese lutla la vita, vedendone compiuta la parte maggiore e scoperta la (ac-ciata verso la piazza dei Signori. Fu ultimata solo nel 1614.
Prealpi. la dove il Retrone si unisce al Bacchiglione. in Italia, le rivolge : - O veramente avventurosa Vi-^ttnr h ^ " '."egolare e le sue strade tortuose e cenza! Altre potranno vincerti in grandezza e potenza, p teesche sono ,n perfetta armonta tra Tarte che ri- ríuna in leggiadria e in bellezza. Gddi, o gentil terra,
S^tflw 1 ? «leganti in- delle arti che ti adornano e che il tuo nome span-
nalzati specialmente dal genio del piu illustre dei i ' ' ., ,
i suoi dono per tutto il mondo ».
Fascicolo 238.