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Premessa
La «Grammatica Italiana del Novecento», che presento al lettore, e un tentativo di sistemazione pratico-normativa della lingua letteraria italiana d'oggi, sistemazione basata su principi teorico-scientifici.
Quindi, se tengo presentí le rigoroso esigenze metodologiche di A. Martinet (94: 1 — 1), non posso negare di aver scelto per la mia «sistemazione descrittíva» un procedimento metodico eclettico che, mentre prende in considerazione classificazioni e definízioni di grammatiche italiane tradizionali, cerca di far conoscere, valere, e di applicare nella pratica anche i risultati teorico-scientifici raggiunti appunto da una visione sincrónica e unitaria della Ungua come sistema di sistemi complessi, come fenomeno sociale oggettivamente e materialmente esístente.
Un tale ecelettismo metodico, inteso ed operante non nel senso deteriore del termine, ma nel senso di scelta e coordinazione, di método complesso, e imposto da un fine pratico, precisamente didattico che mi sembra ne giusti-fichi I'applieazione: dare eioe agli studenti di lingua e letteratura italiana di universita straniere (ungheresi) un manuale normativo, che sia anche conforme aile istanze della riforma dell'insegnamento universitario. Questo manuale ha lo scopo di servire loro da valido aiuto durante la preparazione alia futura professione: quella di insegnanti di lingua e letteratura italiana in un paese di lingua non italiana. E puô servire — mutatis mutandis — a tutti coloro che tra identiche circostanze desiderano conoscere ad alto livello la lingua di Dante — nella sua forma odierna, orale e scritta.
Tale premessa spieghera perché in determínate parti della mía sistemazione mi sia staccato daUa tradizione. Per queste ragioní ho voluto presentare il sistema del suoni italiani su base fonologica; ho dato particolare risalto ai fenomeni prosodici della fonética ed all'intonazione; ho introdotto, come gia nelle dispense uníversítarie che in parte stanno a base di questo libro (47), un capítolo separato sulla lessicologia e derivazione delle parole e, puntando sul principio della funzionalita, nella sintassi piu ancora che neUa morfología, ho sempre cercato di mettere in primo piano i problemi del sígníficato, di sinónima strutturale, e anche quellí di espressivita e di scelta, quindi problemi semantico-sintattici, e anche stilistíco-síntatticí, volendo sempre — con con-tinui richiamí — presentare la Ungua, l'italíano, nell'unita complessa e materiale dei suoí componenti astrattamente dístinti. In una trattazione complessa di tale genere non puô mancare il lato espressivo e la presentazione delle possibilita di scelta stilistica tra gli strumenti grammaticali — restando