Bővebb ismertető
INTRODUZIONE
Le lettere crociane che qui si presentano, corredate nelle note di quanto delle relative lettere del Castellano e indispensabile per la loro comprensione, abbracciano un quarantennio, dal 1908 al 1949, con un'interruzione dal 1936 al '45. Se non testimoniano, come altri vo-lumi deU'epistolario, delle relazioni di Croce con un personaggio di pari o comunque di alto livello, esse non possono non riflettere tuttavia temi e motivi essenziali della storia del suo pensiero e del suo tempo; e per il ruolo che il Castellano si assunse, di segretario o, come il Croce lo definisce in una lettera al Casati, di « archivista » ^ non possono non gettar luce sull'officina del filosofo, sul suo lavoro quotidiano e sui suoi rapporti con la cerchia piu ristretta degli amici e dei collabora-tori. Si potrebbe, anzi, aggiungere che un carteggio come questo rivela, nella costanza degli affetti e nella deli-catezza del rapporto che Croce ebbe sempre nei confron-ti di un collaboratore devoto ma destinato ad allonta-narsi da lui (alludiamo al dissenso politico, che verra via via imponendosi, e sara la ragione prima della partenza del Castellano da Napoli, nel '28, e dell'interruzione segnalata nella corrispondenza, dal '36 alla fine della seconda guerra mondiale), elementi preziosi per una biográf ia intima di Croce, che sarebbe ancora da scrivere, movendo dal materiale autobiográfico che ha come punto
i. Cfr. B. Croce, Epistolario. II. Lettere ad Alessandro Casati ic)oy-i^^2, Napoli, 1969, p. 60 (lettera del 29.3.21). E v. F. Nicolini, Benedetto Croce, Torino, 1962, pp. 202-205, e L'« editio ne varietur » delle opere di B. Croce, Napoli, 1955, pp. 418-420.