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Pietro Lorenzetti ad Assisi
Un segno dell'altissimo prestigio raggiunto dai pittori senesi degli inizi del Trecento é il fatto che essi soppian-tarono Giotto e la sua bottega nella sontuosa decora-zione ad affresco della Basilica Inferiore di Assisi. Simone Martini dipinse la Cappella di San Martino fondata per testamento dal cardinale Gentile da Mon-tefiore nel 1312 e Pietro Lorenzetti terminó la decora-zione del transetto, nel braccio sinistro. É stato appu-rato assai di recente, osservando la soprammissione degli intonaci nei punti di sutura delle cosidette "giorna-te" (cioé delle porzioni di intonaco che venivano stese di volta in volta limitatamente a quanto il pittore calco-lava di poter eseguire in giornata, in modo che la calce fosse sempre umida e il colore la penetrasse), che la de-corazione del transetto procedette dal braccio destro, alia crociera, al braccio sinistro. Possiamo essere sicu-ri, perciö, che Pietro Lorenzetti intervenne dopo la bottega di Giotto, che sembra abbia interrotto i lavori improvvisamente, perché la decorazione delle "vele" nella crociera non é completamente finita e il sottarco di sinistra é giá opera del pittore senese. La scelta di artisti raffinati e preziosi come Pietro Lorenzetti e Simone Martini é in linea con le intenzioni dei committenti, ormai orientati nella direzione di un francescanesimo aramorbidito delle punte pauperisti-che, ben presto osteggiate á?AVestablishment e dalla Chiesa. Da Giovanni da Murro in avanti, generale dei francescani a partiré dal 1296, la corrente modérala dei "conventuali" ha il sopravvento e ció si riflette anche sul carattere della decorazione della Basilica Inferiore. Essa era stata giá affrescata nella seconda metá del Duecento: lungo la navata restano ancora, sia pure frammentari, gli affreschi del cosiddetto "Maestro del San Francesco" e nel transetto destro la "Maesta" con San Francesco di Cimabue risparmiata parzialmente dai pittori trecenteschi. Probabilmente Cimabue aveva dipinto tutto il braccio destro, e forse anche la crociera e il braccio sinistro del transetto. L'apertura di cappel-le laterali, i cui accessi tagliavano le pareti mutilando gli affreschi duecenteschi, fu forse una delle ragioni per cui agli inizi del Trecento si decise di rinnovare la decorazione ad affresco; ma probabilmente agi piú ancora la volontä di dotare la Basilica Inferiore di una decorazione piü ricca e moderna. Certo é che con le nuo-ve pitture il transetto rifulge dei colori piü preziosi e
splendenti, degli azzurri di fondo piü intensi di tutto il Trecento, di una eccezionale profusione di ori. Mai come nella chiesa sepolcrale del Santo della povertá ritro-veremo negli affreschi del Trecento tanto oro, usato perfino per i fondi, come nelle grandi "vele" della crociera o nella cosidetta Madonna dei tramonti di Pietro Lorenzetti.
Nessun'altra opera di Giotto e della sua bottega é di una cromia cosi preziosa come nel braccio destro del transetto e nelle "vele", dove San Francesco é in gloria, seduto ih trono e vestito di una dalmatica tutta tra-punta d'oro, assistito da una corte di angeli, mentre la Povertá é divenuta una delle Virtü francescane, alia pari con la Castitá e l'Obbedienza. Nonostante la sensibilitá per la bellezza del colore cosi caratteristica dei pittori senesi, nemmeno le altre opere di Pietro Lorenzetti reggono al paragone del fulgore cromatico profuso nel transetto sinistro: un colore squillante, fulgido, splendente, come negli smalti tra-slucidi degli orafi senesi suoi contemporanei. Stando nella Basilica Inferiore si ha cosi l'impressione di tro-varsi aU'interno di uno scrigno prezioso. Sono ormai lontani i tempi in cui la chiesa dei francescani non do-veva essere piü che una capanna per pregare; e anche quelli in cui, essendo ormai diventato necessario co-struire nuove chiese per i conventi dell'ordine, si pre-scriveva che fossero semplici, senza campanile, non troppo grandi né — soprattutto — troppo alte, prive di decorazioni e limítate perfino nell'uso delle vetrate istoriate, che potevano essere poste solo nell'abside. Se il transetto destro era dipinto con Storie dell'infan-zia di Cristo (áaXVAnnunciazione alia Disputa coi Dot-tori nel Tempio) e con i Miracoli di San Francesco, il transetto sinistro é dedicato alia Passione di Cristo; ma, data la sede, non vi poteva mancare la scena raffi-gurante la "passione" del nuovo Cristo, San Francesco, cioé la scena delle Stimmate, collocata proprio a riscontro della grande Crocifissione. Pietro Lorenzetti, tuttavia, dovette iniziare la sua opera a partiré dalla Cappella di San Giovanni Battista, che si apre in fondo al transetto sinistro e che é domínala da un alto riquadro affrescato, finto come una lavóla a forma di irittico, con la Madonna tra San Giovanni Battista e San Francesco, tulti e Ire a mezza figura. Queslo finto Irittico é a riscontro speculate di quel-